Ti sei svegliato un paio di ore fa ma sei ancora mezzo rincoglionito e non capisci perché. Forse hai dormito male, sarà stato il caldo, chissà. Vai in bagno e vedi la zanzara tigre posarsi sul muro e improvvisamente ti ritorna in mente tutto: la levataccia alle 5 del mattino per frugare nell’armadietto del bagno e cospargerti di spray alla citronella, le 4 punture su mano, spalla, scapola e un’altra che non ricordi ma da qualche parte c’è. Sai che è il momento della resa dei conti che capita una volta nella vita. Ora o mai più.
Ti muovi furtivo in cerca del primo asciugamano che trovi, lo pieghi in 4 perché hai visto il duello di Kill Bill tra Uma Thurman e Daryl Hannah nella roulotte di Micheal Madsen, e sai che un’arma troppo lunga può essere un serio problema in uno spazio angusto. Fai un lungo respiro, ti concentri, e vedi passare tutta la vita davanti ai tuoi occhi. Tutti i sacrifici, le gioie, le delusioni, le fatiche, sono servite ad arrivare qui. Non puoi fallire. Un’occasione così non ti ricapiterà più.
Fai partire un colpo secco micidiale più veloce di un dritto di Sinner che schiocca glaciale sulle piastrelle del bagno e capisci a cosa sono servite tutte le ore di tennis degli ultimi 4 anni. Guardi l’asciugamano terrorizzato di aver mancato il bersaglio ma poi vedi il piccolo cadavere spappolato. Il rosso del suo sangue, anzi del mio sangue, è un tutt’uno con il colore rosso dell’asciugamano. Stacchi il cadavere con un pezzetto di carta igienica e lo lanci nel WC perché non merita neppure una degna sepoltura. È in quel momento che ti rendi conto della natura maligna insita in ogni essere umano. Millenni di guerre e stermini e battaglie e bombardamenti hanno improvvisamente senso.
Ti siedi sul divano e rifletti sulla furia vendicatrice che ha preso il sopravvento e capisci che una volta tanto sei tu il cattivo: sei improvvisamente diventato Darth Vader. E non esiste più bella sensazione al mondo.


